Chi era questo BRUNO MUNARI?

E’ stato uno dei massimi protagonisti, dell’arte, del design e della grafica del XX Secolo, dando contributi fondamentali in diversi campi dell’espressione visiva e non visiva. Con una ricerca poliedrica del movimento, della luce e dello sviluppo della creatività e della fantasia nell’infanzia attraverso il gioco.

BRUNO MUNARI E’ FIGURA LEONARDESCA tra le più importanti del novecento italiano.

Ho preso in esame due progetti meravigliosi di BRUNO MUNARI :

1)LAMPADA FALKLAND bruno-munari-falkland-1964-designstreet

2) L’ABITACOLO13532_01

Questi due esempi racchiudono

I 5 principi fondamentali che BRUNO MUNARI aveva capito già notte tempo.

1)funzionalità

2)estetica

3)prezzo basso

4)trasportabilità

5)ripetitività dell’oggetto.

LAMPADA FALKLAND 

La lampada Falkland venne disegnata da Bruno Munari nel 1964 per la manifattura Danese e fu ideata pensando a una maglia elastica tubolare che prendesse forma mediante l’inserimento di alcuni anelli metallici di diverso diametro.

La storia della nascita di questo oggetto è sintomatica della genialità progettuale di Munari. L’architetto milanese, infatti, si rivolge ad una ditta che fabbricava calze da donna(fatto realmente accaduto) per realizzare quella che sarebbe divenuta una delle lampade più conosciute del design italiano.

Alta più di un metro e sessanta con un diametro di quaranta centimetri, una volta chiusa si compatta nella sua confezione alta pochi centimetri. E’ qui potete capire come già MUNARI aveva pensato alla trasportabilità dell’oggetto in un piccolo spazio,come fa oggi IKEA.

L’ABITACOLO

Massima integrazione delle funzionalità della casa e creazione di mobili autosufficienti, fatti di tanti oggetti d’arredo che si relazionano in modo nuovo e più completo: sono questi i concetti alla base dell’Abitacolo di Bruno Munari, una sorta di “casa nella casa”.

L’Abitacolo, unico tra questi esperimenti ad essere tuttora in produzione, è del 1971: si tratta di una struttura in acciaio con letto e tavolo integrabili e diversi accessori. Comprende infatti due piani in rete, due cestelli, quattro mensole, una serie di pratici ganci appendituitto e un tavolino in laminato regolabile in altezza.

L’abitacolo è stato così descritto dallo stesso Munari “E’ un abitacolo, appunto, costituito da un telaio in acciaio elettrosaldato, corredato da un letto e accessori vari in materiali diversi.

E’ un posto dei giochi, del sonno, di studio e di svago, un ‘hortus conclusus’ infantile, trasformabile a piacere […] E poiché è una struttura, è pure facilmente smontabile, pronta ad assumere una nuova veste, correndo dietro alla fantasia… E’ una struttura ridotta all’essenziale, uno spazio delimitato e allo stesso tempo aperto… E’ un modulo abitativo, un habitat, contiene tutti gli oggetti personali… Uno spazio nascosto in cui la presenza del bambino rende superflui i mobili, su cui la polvere non sa dove posarsi. E’ il minimo ma da il massimo. Numerato ma illimitato. L’habitat diventa l’ambiente adattabile alla personalità dell’abitante. Pesa 51 chili e può portare anche venti persone.”

E’ UN PROGETTO CHE SI TRASPORTA FACILMENTE.

SI SMONTA E SI RIMONTA CON VITI E BULLONI SI IMBALLA  E SI TRASPORTA.

Voi direte…ok…e cosa c’entra tutto questo con l’IKEA?

Bhè…

Sempre a mio(Francesco Mazza) modesto avviso, i designer non sono stati del tutto innovatori di un’idea che già esisteva,ma soltanto con grandi doti di marketing e grossi soldi sono riusciti a scardinare le linee del mercato dell’arredo e prendere il monopolio low cost dell’arredamento.

COOOsa è l’IKEA?

UNA SELVA OSCURA  PER NOI ARCHITETTI  INTERIOR DESIGNER.

Nel mezzo del cammin di nostra vita,
mi ritrovai in un’Ikea oscura
che nel pensier rinova la paura!

Per dirlo alla DANTE ALIGHIERI.

PER IL CLIENTE INVECE E’ IL ROBIN HOOD DELL’ARREDO.(RUBA LE IDEE AI DESIGNER CHE LAVORANO PER I NEGOZI D’ARREDAMENTO DI ALTO-MEDIO PROFILO PER DARE AI POVERI,IL CLIENTE ,UNA DIMORA ESTETICAMENTE E FUNZIONALMENTE APPROPRIATA,MA ECONOMICAMENTE…PERO’AVREI DEI DUBBI)

MA IN REALTA’,IL CLIENTE DOVREBBE CAPIRE CHE CAMBIARE TANTE VOLTE UN ARREDO IN 1 ANNO PERCHE’ IL MATERIALE UTILIZZATO DA IKEA NON E’ DI ALTISSIMO PROFILO,NON RENDE IL VOSTRO PORTAFOGLIO PIU’ LEGGERO CHE ANDARE DA UN ARTIGIANO O DA UN NEGOZIO D’ARREDAMENTO DI ALTO-MEDIO PROFILO.

NON ME NE VOGLIA IL COLOSSO,MA SOLO SOLTANTO MIE RIFLESSIONI.

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